Prodotti

La Nostra Produzione

Gran Selezione DOCG

Valorizzato da un lungo affinamento prima in legno e poi in bottiglia il Gran Selezione di Casa Sola si propone di evidenziare il lato elegante del Sangiovese.

casasola granselezione big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Riserva DOCG

Nelle annate più pregevoli selezioniamo il nostro miglior sangiovese per dedicarlo alla riserva.

Attraverso una rigorosa attenzione alle varie fasi di vinificazione e di affinamento (prima in legno e poi in bottiglia) cerchiamo di esaltarne le caratteristiche aggiungendo complessità e rotondità .

casasola riserva 2011 big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Chianti Classico DOCG

Il Chianti Classico Casa Sola è da sempre il vino che rappresenta l’intensità e la freschezza del nostro territorio. All’eleganza austera del sangiovese abbiamo voluto abbinare una piccola percentuale di Canaiolo, Cabernet Sauvignon e Merlot per aumentarne la complessità senza però perdere di vista l’identità territoriale.

casasola chianti classico 2013 big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Montarsiccio IGT

Non è certo una sorpresa che le varietà più diffuse al mondo abbiano trovato anche a Casa Sola una ottima espressività. Dal 1987 a Casa Sola il Cabernet ed il Merlot – varietà conosciute ed apprezzate per il loro frutto potente e i soffici tannini – con l’aggiunta di Sangiovese si incontrano nel Montarsiccio.

Apprezzato “Supertuscan” dai profumi profondi e dalla struttura vellutata.

casasola montarsiccio 2009 big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Pergliamici Rosso IGT

Pensato per essere un vino da “bere” , fruttato e fresco, il Pergliamici vuole ripercorrere la storia del chianti classico per riproporre in chiave moderna i sapori e le sensazioni del passato.

Un vino semplice, rigoroso e schietto di piacevole compagnia: per gli amici.

casa sola - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Pergliamici Bianco IGT

Pensato per essere un vino da “bere” , fruttato e fresco, il Pergliamici vuole ripercorrere la storia del chianti classico per riproporre in chiave moderna i sapori e le sensazioni del passato.
Un vino semplice, rigoroso e schietto di piacevole compagnia: per gli amici.

1 - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Vin Santo

Seguendo la tradizione appendiamo le uve di Malvasia e Trebbiano appena colte. In un apposito locale areato lasciamo appassire i grappoli per circa 4 mesi al fine di concentrare gli zuccheri. Dopo una soffice pressatura i mosti vengono fermentati ed invecchiati in piccole botti (caratelli) per 5 anni.

casasola vinsanto big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Olio Evo DOP

L’olio extravergine di oliva chianti classico DOP ha una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che trae origine dal 300.

Frantoio, Leccino, Correggilo, Moraiolo: dall’armonico equilibrio di queste olive differenti nasce l’olio DOP Chianti classico di Casa Sola, unico al mondo per il suo sapore leggermente piccante con una lieve nota di amaro e dalle straordinarie qualità nutrizionali.

casasola olio bottiglia 050 big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Olio Evo DOP

Pensato per essere un vino da “bere” , fruttato e fresco, il Pergliamici vuole ripercorrere la storia del chianti classico per riproporre in chiave moderna i sapori e le sensazioni del passato.

Un vino semplice, rigoroso e schietto di piacevole compagnia: per gli amici.

casasola olio bottiglia 050 big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Classificazione Dei Vini

L’universo dei vini italiani è un affascinante, e complesso, caleidoscopio di sapori e fragranze. Se ti senti smarrito tra le numerose classificazioni e denominazioni, stai tranquillo: questa breve guida ti condurrà attraverso il ricco patrimonio enologico del nostro Paese.

Insieme, sveleremo il significato dietro la classificazione di un vino e scopriremo le principali categorie, dalle semplici etichette da tavola ai prestigiosi vini DOCG.

La classificazione dei vini è un sistema di regole specifiche imposte da un “Disciplinare”, che stabilisce quali luoghi, quali vitigni possono essere utilizzati, e in quale proporzione, per produrre un determinato vino.

I vini italiani si suddividono in 4 categorie:

Tra le città di Firenze e Siena, l’area di produzione si estende per 70.000 ettari.

Il territorio del Chianti Classico presenta una grande eterogeneità.

Non sono sottoposti ad alcun disciplinare e non hanno alcuna indicazione geografica. In etichetta non è possibile indicare i vitigni con i quali sono prodotti, né tantomeno l’annata. In genere, sono la categoria con la più bassa qualità del vino.

Identifica vini che provengono da una specifica area geografica: devono essere ottenuti da uve raccolte nella zona menzionata per almeno l’85%. In etichetta possono essere menzionati la zona di produzione e i vitigni utilizzati, ma non è obbligatorio.

Sono vini prodotti in Vigneti iscritti all’albo di una zona ben definita dove è stabilita una resa di produzione per ettaro, i vitigni impiegati, il grado alcolico e l’affinamento. Questi vini devono essere sottoposti ad un’analisi chimico-fisica prima di essere messi in commercio.

Rappresenta la categoria più autorevole. I vini devono sottostare a rigidi disciplinari, oltre che a severi controlli: prima dell’imbottigliamento sono sottoposti ad un’analisi chimico-fisica e ad una degustazione. Deve essere posta una specifica “fascetta” sul collo della bottiglia o sul tappo.

Per differenziare vini con caratteristiche differenti, ma appartenenti alla medesima denominazione, si possono utilizzare indicazioni aggiuntive. Nel caso del Chianti Classico sono Annata, Riserva e Gran Selezione.

La piramide qualitativa del Chianti Classico

Nel 2014 nel disciplinare di produzione del chianti classico si è registrato un vero e proprio riassetto della denominazione con l’introduzione di una nuova tipologia che si pone al vertice della piramide qualitativa di questa DOCG: la Gran Selezione, che affianca le preesistenti categorie di Chianti Classico Annata e Riserva.

Secondo l’ultimo disciplinare di produzione, le etichette di Chianti Classico si dividono in: Annata, Riserva e Gran selezione. Le principali distinzioni tra le tre categorie riguardano principalmente il tempo di invecchiamento

  • Per il Chianti classico annata la prima data di commercializzazione è il 1° ottobre dell’anno successivo a quello di vendemmia;
  • Per la Riserva sono necessari un minimo di 24 mesi di invecchiamento di cui almeno 3 in bottiglia, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di vendemmia;

Per la Gran Selezione sono necessari un minimo di 30 mesi di invecchiamento di cui almeno 3 in bottiglia, a partire dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di vendemmia.

Inoltre, i vini Gran Selezione devono raggiungere standard chimici e organolettici di assoluta eccellenza. 

È obbligatorio, per i vini Gran Selezione, che le uve provengano esclusivamente da vigneti aziendali, e ogni partita di Chianti Classico deve superare test organolettici e analisi chimiche prima di poter essere immessa sul mercato. Un certificato di idoneità rilasciato dall’organismo di controllo è necessario per ottenere i contrassegni di stato (fascette DOCG) per ogni partita approvata.

La geologia del Chianti Classico, è una parte fondamentale della sua identità e del suo terroir unico. Il terreno è prevalentemente di natura calcarea, con la presenza di varie formazioni rocciose, tra cui calcari marnosi e argillosi, nonché sedimenti marini fossili. Questa composizione geologica contribuisce alla capacità del suolo di trattenere l’umidità e di fornire un buon drenaggio per la crescita delle viti. Inoltre, l’erosione nel corso dei millenni ha creato diverse esposizioni solari e microclimi che influenzano la maturazione delle uve. In sintesi, la geologia del Chianti Classico conferisce ai suoi vini carattere, complessità e intensità aromatica distintivi.

Il Sangiovese, il principale vitigno utilizzato nella produzione del Chianti Classico, si distingue per la sua elevata sensibilità agli influssi esterni e per la sua straordinaria capacità di riflettere le peculiarità del terreno in cui cresce in base al suolo specifico. Questo fenomeno non è casuale, soltanto in alcune aree il Sangiovese esprime al meglio le sue straordinarie qualità.

I Supertuscan

I vini supertuscan sono dei vini nati in Toscana rinomati per la loro qualità eccezionale e caratterizzati dal fatto di non appartenere ad alcuna denominazione d’origine. Ciò permette quindi al produttore una maggiore libertà stilistica. 

Spesso vengono associati all’uso di varietà di uva internazionali come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Syrah, ma va notato che alcuni Supertuscan di prestigio utilizzano esclusivamente uve di Sangiovese.

 

La loro storia ha inizio tra gli anni ‘60 e ‘70, quando alcuni produttori toscani decisero di allontanarsi dalle rigide regole delle denominazioni di origine proponendo vini più identitari, inizialmente per una clientela internazionale. 

Le caratteristiche distintive dei Supertuscan includono la piena maturità delle uve, l’intensità aromatica, la struttura robusta e il potenziale di invecchiamento. Sono spesso caratterizzati da profumi di frutta nera, spezie ed erbe mediterranee, e da un gusto ricco e rotondo con tannini setosi. 

I Supertuscan sono un tributo all’innovazione e alla grande passione dei produttori toscani che hanno sfidato la tradizione per creare vini unici nel loro genere.

Abbinamenti

La grande versatilità del Chianti Classico consente l’abbinamento di questo vino a una ricca varietà di piatti: da sempre accompagnamento ideale delle ricette tradizionali toscane, ma anche abbinamento eccellente con piatti di molte altre cucine internazionali

Ottimo per accompagnare carni rosse alla griglia, piatti di selvaggina, arrosti, brasati e formaggi stagionati, il Chianti Classico ha superato brillantemente la prova con abbinamenti insoliti quali piatti etnici, anche molto speziati, della cucina cinese e indiana, e sushi

 

Per degustare al meglio il Chianti Classico, la bottiglia deve essere aperta qualche ora prima per permettere l’ossigenazione del vino e sprigionare tutti i suoi profumi. La temperatura ideale di servizio è di 16-18 gradi: se più elevata si rischia di soffocare nell’alcolicità ogni bouquet, se inferiore si accentua la percezione della componente acida. Il calice a tulipano, con la bocca leggermente a restringersi, è il migliore per valorizzare il bouquet del Chianti Classico.

Andamenti Stagionali Passati

2000: La vendemmia 2000 è stata caratterizzata da un ciclo vegetativo accorciato; primavera mite con condizioni climatiche molto favorevoli. Fioritura abbondante nella prima decade di maggio poi il caldo estivo ha accorciato i tempi delle diverse fasi fenologiche, settembre con benefiche piogge notturne ha riequilibrato la concentrazione dei mosti ed incrementato i profumi. Vino strutturato

2001: Il 2001 è stato un anno di alta qualità, con un andamento climatico regolare e una maturazione uniforme delle uve. Le precipitazioni scarse da maggio a giugno, seguite da un clima caldo in agosto e settembre, hanno favorito una buona maturazione. Le piogge di settembre hanno contribuito alle condizioni ottimali di raccolta in ottobre. Vino sostanzioso

2002: Il 2002 è stato un anno freddo e piovoso, con temperature al di sotto della media e problemi nella maturazione delle uve, incluse muffe nel Sangiovese. La raccolta selettiva ha reso quantità inferiori ma di migliore qualità rispetto alle previsioni. Vino Esile

2003: Nel 2003, un’estate calda e secca con poche piogge ha portato a una vendemmia con requisiti chimico-fisici e organolettici opposti all’anno precedente. Le condizioni eccezionali hanno prodotto uve mature con grande potenzialità enologica, accelerando la maturazione e consentendo una raccolta rapida. Vino Caloroso

2004: Nel Chianti Classico, l’annata 2004 è stata caratterizzata da un andamento climatico molto regolare. La stagione iniziò in ritardo a causa della sofferenza idrica del 2003. Tuttavia, la regione del Chianti Classico ha beneficiato di un clima favorevole, con precipitazioni ben dosate che hanno consentito una maturazione ottimale delle uve. Questi fattori hanno contribuito a una maturazione lenta e regolare, risultando in mosti con un buon equilibrio tra contenuti zuccherini ed acidità. Questa annata ha prodotto vini che riflettono la complessità e la qualità distintiva del Chianti Classico, con profumi e sapori che parlano della sua tradizione vinicola celebrata. Vino completo

2005: Nel cuore del Chianti Classico, l’annata 2005 si è aperta con una primavera piovosa ma mite. La fioritura ha avuto luogo in condizioni meteorologiche non ottimali. Tuttavia, l’annata ha visto uno sviluppo delle uve in un periodo caldo e siccitoso, rallentandone la crescita. Le piogge a metà agosto hanno ristabilito l’equilibrio idrico e accelerato la maturazione, che è continuata poi regolarmente. Nel primo settembre, alte temperature e umidità hanno richiesto una sfogliatura dei grappoli. Le vendemmie, avviate nella seconda settimana di settembre e concluse verso la metà di ottobre, hanno prodotto vini di buona qualità, incorniciando il Chianti Classico come un territorio capace di affrontare le sfide climatiche e di mantenere la sua reputazione di eccellenza. Vino vivace

2006: La primavera nel Chianti Classico è stata abbastanza piovosa, contribuendo a ricostituire le riserve idriche nel terreno. Tuttavia, le temperature costantemente al di sotto delle medie stagionali hanno ritardato la fioritura e l’allegagione. In seguito, un’estate calda ed asciutta ha favorito l’accumulo delle uve. Agosto ha portato una buona ventilazione, garantendo regolarità nei processi di maturazione. Le vendemmie sono iniziate con un ritardo di circa 10 giorni rispetto alla media, vantaggiose per la conservazione dell’acidità dei mosti e di un pH basso. Nel cuore del Chianti Classico, questa annata ha dimostrato la resilienza della regione, modellando vini freschi e strutturati. Vino equilibrato

2007: Nel pittoresco Chianti Classico, l’annata è iniziata in modo insolitamente precoce grazie alle miti temperature primaverili. Tuttavia, durante la fioritura, un ritorno di freddo ha ridotto l’allegagione, e nelle varietà tardive, i grappoli avevano un aspetto più spargolo del solito. Dalla metà di giugno e per tutto luglio, la scarsità di piogge e un caldo torrido hanno rallentato la crescita delle viti. Fortunatamente, piogge benefiche all’inizio di agosto e settembre hanno scongiurato lo stress idrico e ripristinato le condizioni per una maturazione uniforme. L’annata, che era iniziata con preoccupazione, ha alla fine mostrato buone caratteristiche e un notevole potenziale di invecchiamento. Nel Chianti Classico, la storia di quest’annata è diventata parte integrante della cultura enologica. Vino maturo

2008: Nel suggestivo paesaggio del Chianti Classico, il millesimo 2008 ha espresso condizioni climatiche caratterizzate da grande luminosità e temperature elevate in luglio ed agosto, tuttavia con una buona piovosità fino a giugno e temperature più fresche in settembre, seguite da un ottobre caldo ed asciutto. La vendemmia è iniziata nella prima metà di settembre e si è protratta oltre la metà di ottobre. Le uve sono maturate lentamente, accumulando antociani e tannini morbidi. Gli aromi varietali non sono stati compromessi dalla sovramaturazione. Quest’annata è stata considerata un classico nel Chianti Classico, con vini adatti all’invecchiamento e che incarnano il territorio. Vino armonico

2009: Nel Chianti Classico, l’annata 2009 è iniziata con un inverno mite e molto piovoso, portando a un netto anticipo nel germogliamento, in linea con gli anni precedenti. Una primavera calda ha favorito la crescita vigorosa delle viti. L’estate è stata calda e siccitosa, portando a una vendemmia anticipata e rese più basse. Anche se non è stata un’annata straordinaria come il 1997-1995, ha comunque prodotto vini discreti che riflettono la tipicità del Chianti Classico. Vino vigoroso

2010: Nella regione del Chianti Classico, la vendemmia 2010 è stata caratterizzata da un andamento climatico piuttosto insolito. La stagione si è aperta con temperature miti e scarsa piovosità, agevolando le operazioni in vigna e la ripresa vegetativa. Tuttavia, tra la fine di marzo e i primi giorni di aprile, alcune notti gelide hanno danneggiato i primi germogli sui vitigni più precoci, riducendone in parte la produzione. Dalla metà di aprile in avanti, la regione ha goduto di un periodo primaverile ed estivo molto mite, con poche precipitazioni, ma anche con temperature mai eccessivamente alte e eccellenti escursioni termiche. La vendemmia è quindi partita in ritardo, ma ha prodotto vini con buona acidità e capacità di invecchiamento. Nel Chianti Classico, questa annata ha dimostrato la versatilità del territorio. Vino sbarazzino

2011: Nel cuore del Chianti Classico, l’inverno è stato caratterizzato da temperature miti e scarsa piovosità, favorendo la partenza del germogliamento primaverile in anticipo rispetto agli anni precedenti. Questo anticipo fenologico si è poi mantenuto durante tutta la stagione, favorito da alte temperature e forte siccità. La vendemmia è stata leggermente anticipata. Le uve erano molto zuccherine e concentrate sotto il profilo polifenolico, con buona freschezza ed un buon equilibrio finale. Nel Chianti Classico, questa annata ha sottolineato la resilienza delle viti e la capacità di produrre uve di alta qualità. Vino concentrato

2012: Nel pittoresco Chianti Classico, l’inverno è stato uno dei più miti e siccitosi degli ultimi 20 anni, mitigato dalle abbondanti piogge di aprile e maggio. Le viti hanno avuto un germogliamento precoce in linea con gli anni precedenti e uno sviluppo lento a causa delle piogge di maggio. L’estate è stata molto calda, con una prolungata siccità che ha rallentato la maturazione fino quasi a fermarsi. La vendemmia è stata precoce. La freschezza dei vini si è mantenuta elevata nonostante l’estate torrida. Finezza, freschezza ed una buona acidità sono state le caratteristiche più rilevanti di quest’annata, che si è dimostrata al di sopra delle aspettative. Nel Chianti Classico, questa annata ha mostrato il valore della pazienza nella produzione di vini di alta qualità. Vino fruttato

2013: Nel cuore del Chianti Classico, l’annata 2013 ha beneficiato di condizioni climatiche ideali per la vite. Una buona dose di pioggia nei mesi invernali ha garantito una riserva di acqua sufficiente per una ripresa vegetativa ottimale. In seguito, molte piccole precipitazioni ben distribuite fino a giugno hanno supportato la crescita delle viti. Nei mesi di luglio ed agosto, non sono state registrate precipitazioni significative, ma il caldo torrido non ha creato problemi di stress idrico. Grazie alle alte temperature e alle forti escursioni termiche, le uve hanno maturato in modo ideale, portando a una raccolta anticipata di circa una settimana rispetto alla media. In sintesi, è stata considerata un’ottima annata nel Chianti Classico, producendo vini che riflettono la perfezione della maturazione delle uve. Vino longevo

2014: Nel suggestivo Chianti Classico, l’annata 2014 è stata un’eccezione, caratterizzata da una piovosità eccezionale che ha accompagnato tutto il ciclo delle viti. Era da decenni che non si registravano una primavera ed un’estate così piovose e fredde. Le conseguenze principali di questa situazione climatica sono state una maturazione delle uve molto lenta ed un enorme lavoro in vigna per garantire la sanità delle stesse. I vini risultanti da questa annata si distinguono per la loro grande freschezza, acidità e tannini discreti. Nel Chianti Classico, questa annata ha dimostrato la capacità di adattamento dei viticoltori di fronte a sfide climatiche straordinarie. Vino fresco

2015: Nel Chianti Classico, le abbondanti piogge di fine inverno e le basse temperature primaverili hanno ritardato la ripresa vegetativa dei vigneti. Tuttavia, hanno garantito una buona riserva idrica, fondamentale per affrontare una delle estati più calde degli ultimi anni. La siccità e le alte temperature hanno accelerato la maturazione tecnologica delle uve, mentre una fantastica escursione termica dalla metà di agosto alla metà di settembre ha completato un’ottima maturazione fenolica. L’annata 2015 ha espresso vini estremamente complessi sia dal punto di vista aromatico che strutturale. Nel Chianti Classico, questa annata è stata un test per la resistenza delle viti, ma ha dato vita a vini di notevole profondità. Vino corposo

2016: Nel cuore del Chianti Classico, le buone piogge invernali e le alte temperature hanno favorito un precoce germogliamento delle viti, con un rapido accrescimento dei germogli. Tuttavia, il prosieguo della stagione ha visto il termine delle piogge e una primavera ed un’estate piuttosto siccitose e calde. L’andamento climatico ha rallentato la maturazione delle uve, allineando le date della vendemmia alla norma. Complessivamente consideriamo l’annata 2016 nel Chianti Classico di valore, con vini che riflettono la bellezza e la tradizione del territorio. Vini profumati

2017: Nel suggestivo Chianti Classico, l’inverno è stato caratterizzato da temperature miti e scarsa piovosità, favorendo un precoce germogliamento delle viti. Questo anticipo fenologico si è poi mantenuto durante tutta la stagione, favorito da alte temperature e forte siccità. La vendemmia è stata leggermente anticipata, portando a uve molto zuccherine e concentrate sotto il profilo polifenolico. Nonostante lo stress idrico, i vini hanno mantenuto una buona freschezza ed un buon equilibrio finale. Nel Chianti Classico, questa annata è stata un esempio di come il territorio può affrontare sfide climatiche e produrre uve di alta qualità. Vini profondi

2018: Nel cuore del Chianti Classico, la primavera 2018 ha registrato una forte piovosità, condizione che ha consentito un importante sviluppo vegetativo delle piante. Dalla fine di giugno, le condizioni climatiche sono state ottime, con giornate calde e serate fresche. La vendemmia si è svolta in condizioni ideali. La maturazione delle uve è stata eccellente ed i vini prodotti sono certamente caratterizzati da eleganza e freschezza. Nel Chianti Classico, questa annata ha dimostrato come la combinazione di piogge primaverili e condizioni estive ottimali possa dare vita a vini di grande qualità. Vini speziati 

2019: Nel suggestivo Chianti Classico, la stagione 2019 è iniziata con una siccità anomala nei primi mesi dell’anno, seguita da buone piogge fino a maggio. Le piogge primaverili sono state essenziali per una corretta crescita dei nuovi germogli. Le temperature registrate nel 2019 sono state in linea con le medie locali, e le piogge estive hanno evitato qualsiasi forma di stress idrico in vigna. L’annata 2019 è sicuramente da considerare un’ottima annata nel Chianti Classico, con vini complessi e strutturati. Vini minerali

2020: Nel cuore del Chianti Classico, i primi mesi dell’anno sono stati caratterizzati da temperature miti e scarsa piovosità, agevolando le operazioni in vigna e la ripresa vegetativa. Purtroppo, tra la fine di marzo ed i primi giorni di aprile, si sono susseguite alcune notti gelide, danneggiando i primi germogli sui vitigni più precoci e riducendone in parte la produzione. Dalla metà di aprile in avanti, la regione ha goduto di un periodo primaverile ed estivo molto mite, con poche precipitazioni, ma anche con temperature mai troppo alte ed eccellenti escursioni termiche. Dunque, un’estate siccitosa, ma mai troppo calda, con una produzione totale di uva ridotta. L’annata 2020 non sarà quindi ricordata per la quantità di vino prodotto, ma per la sua buona qualità nel Chianti Classico. Vini floreali

2021: Nel cuore del Chianti Classico, l’annata 2021 sarà ricordata per la scarsa piovosità. Dopo le buone precipitazioni nei mesi tra gennaio e aprile, si è assistito a una graduale siccità con la totale assenza di piogge dalla metà di aprile alla metà di ottobre. Grazie alle miti temperature, la ripresa vegetativa è stata piuttosto anticipata ma ha esposto le viti a parziali danni da gelo nei primi giorni di aprile. Il resto della primavera ha confermato temperature inferiori alla media. Dal mese di giugno in avanti, si sono invece registrate temperature tipicamente estive, con giornate ventilate ed asciutte. Le uve sono arrivate a maturazione nei tempi classici e con un’ottima sanità. L’assenza di piogge ha generato una scarsa resa in succo ed una produzione finale di vino inferiore alla media, ma la qualità dei prodotti è comunque alta e caratterizzata da concentrazione ed equilibrio. Nel Chianti Classico, questa annata ha dimostrato la capacità delle viti di adattarsi a condizioni climatiche impegnative, producendo comunque vini di alta qualità. Vini severi

2022: Nel cuore del Chianti Classico, il 2022 si è aperto con un inverno particolarmente privo di precipitazioni, caratterizzato da lunghi periodi di alta pressione e notevoli escursioni termiche. Le viti hanno germogliato in ritardo rispetto agli anni precedenti, ma poi sono cresciute con grande vigore, aiutate da temperature sopra la media fin dal mese di maggio. Dal punto di vista produttivo, la fertilità potenziale dell’annata è stata molto buona e la fioritura ha portato a una buona allegagione. Il clima asciutto dell’estate ha portato a una crescita moderata degli acini con alcuni fenomeni di stress idrico. Le piogge a partire da metà agosto hanno permesso alle piante di accelerare i processi fisiologici, rallentati a causa della siccità. In concomitanza con le piogge, si sono verificati episodi di grandine isolati che hanno danneggiato parte della produzione. La vendemmia 2022 ha regalato uve perfettamente sane con un tenore zuccherino più elevato rispetto alla media degli ultimi anni e delle acidità in linea con gli anni passati. Le piccole dimensioni degli acini e la concentrazione raggiunta durante i mesi estivi hanno caratterizzato una vendemmia vocata alla produzione di vini rossi di struttura e da lungo invecchiamento. Nel Chianti Classico, questa annata ha mostrato la resilienza dei viticoltori di fronte a sfide climatiche complesse e la capacità di produrre vini di alta qualità che rappresentano appieno il territorio. Vini caldi

2023: l’inverno è stato caratterizzato da temperature molto basse ed episodiche gelate durante i primi mesi dell’anno. Nei mesi primaverili  una abbondante piovosità ha favorito sia il dilavamento del fiore che lo sviluppo delle malattie fungine, tra tutte la Peronospora. La stagione estiva è stata segnata da una serie di eventi meteorologici estremi, calura intensa e piogge irregolari che hanno rappresentato una grossa sfida per i viticoltori. Le strategie di gestione adottate hanno mitigato le condizioni metereologiche avverse ed hanno consentito su alcuni vigneti una buona maturazione delle uve, ma con una resa decisamente inferiore agli anni precedenti, arrivando a stime di produzione inferiori anche del 50%.

La Nostra Produzione

Gran Selezione DOCG

Valorizzato da un lungo affinamento prima in legno e poi in bottiglia il Gran Selezione di Casa Sola si propone di evidenziare il lato elegante del Sangiovese.

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Riserva DOCG

Nelle annate più pregevoli selezioniamo il nostro miglior sangiovese per dedicarlo alla riserva.

Attraverso una rigorosa attenzione alle varie fasi di vinificazione e di affinamento (prima in legno e poi in bottiglia) cerchiamo di esaltarne le caratteristiche aggiungendo complessità e rotondità .

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Chianti Classico DOCG


Il Chianti Classico Casa Sola è da sempre il vino che rappresenta l’intensità e la freschezza del nostro territorio. All’eleganza austera del sangiovese abbiamo voluto abbinare una piccola percentuale di Canaiolo, Cabernet Sauvignon e Merlot per aumentarne la complessità senza però perdere di vista l’identità territoriale.

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Montarsiccio IGT

Non è certo una sorpresa che le varietà più diffuse al mondo abbiano trovato anche a Casa Sola una ottima espressività. Dal 1987 a Casa Sola il Cabernet ed il Merlot – varietà conosciute ed apprezzate per il loro frutto potente e i soffici tannini – con l’aggiunta di Sangiovese si incontrano nel Montarsiccio.

Apprezzato “Supertuscan” dai profumi profondi e dalla struttura vellutata.

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Pergliamici Rosso IGT

Seguendo la tradizione appendiamo le uve di Malvasia e Trebbiano appena colte. In un apposito locale areato lasciamo appassire i grappoli per circa 4 mesi al fine di concentrare gli zuccheri. Dopo una soffice pressatura i mosti vengono fermentati ed invecchiati in piccole botti (caratelli) per 5 anni.

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Pergliamici Bianco IGT

Pensato per essere un vino da “bere” , fruttato e fresco, il Pergliamici vuole ripercorrere la storia del chianti classico per riproporre in chiave moderna i sapori e le sensazioni del passato.

Un vino semplice, rigoroso e schietto di piacevole compagnia: per gli amici.

casasola montarsiccio 2009 big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Vin Santo

L’olio extravergine di oliva chianti classico DOP ha una tradizione secolare tramandata di generazione in generazione che trae origine dal 300.

Frantoio, Leccino, Correggilo, Moraiolo: dall’armonico equilibrio di queste olive differenti nasce l’olio DOP Chianti classico di Casa Sola, unico al mondo per il suo sapore leggermente piccante con una lieve nota di amaro e dalle straordinarie qualità nutrizionali.

casasola vinsanto big - Fattoria Casa Sola Winery e Agriturismo nel Chianti

Olio Evo DOP

Pensato per essere un vino da “bere” , fruttato e fresco, il Pergliamici vuole ripercorrere la storia del chianti classico per riproporre in chiave moderna i sapori e le sensazioni del passato.

Un vino semplice, rigoroso e schietto di piacevole compagnia: per gli amici.

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